GIROTONDI  PER LA DEMOCRAZIA DI NAPOLI

PRESCRIZIONE NON EQUIVALE AD ASSOLUZIONE.

Non esiste “l’assoluzione per prescrizione”. Che lo dicano le televisioni di regime, non ci stupisce; ma che quasi quasi lo lasci intendere anche qualcuno

dell’opposizione ci fa infuriare. Il dispositivo di sentenza emesso dal Tribunale di Milano ha accertato la sussistenza del rapporto di corruzione tra il presidente del Consiglio e l’allora capo dei g.i.p. di Roma Renato Squillante.Grazie alle leggi ad personam e a vergognose tattiche dilatorie Berlusconi è riuscito a far decorrere il tempo sufficiente a far maturare, ancora una volta, la prescrizione.

Avevamo perfettamente ragione noi dei girotondi a mobilitarci contro le leggi vergogna e non già perché abbiamo la sindrome della “via giudiziaria all’alternanza”,

come incredibilmente oggi (11.12.04) scrive Massimo Giannini su “Repubblica”, che – non pago – torna sul ritornello che Berlusconi è “il legittimo presidente del Consiglio”.No, non lo è. E ciò sia perché era ed è ineleggibile (v. legge del 1957) a causa del noto conflitto di interessi, sia perché le sentenze degli ultimi tempi hanno dimostrato che l’acquisizione dell’impero mediatico grazie al quale è stato eletto è avvenuta con mezzi illeciti.

Quello che troppi continuano a non voler vedere è che noi non poniamo una questione giudiziaria, ma strettamente politica giacché nessuna democrazia può tollerare che un presidente del consiglio sia tanto compromesso, insieme con i suoi più stretti collaboratori (v. Previti e Dell’Utri), in vicende infamanti.

Altrettanto incredibile è che da più parti (fra cui Giannini, ibidem) si dica che il premier dovrebbe convincersi che la sentenza di ieri dimostra che “c’è un giudice

anche a Milano”, il che equivale a dire che giudice imparziale è solo quello che assolve o dichiara prescritti i reati.

E non dovremmo denunciare il degrado della democrazia italiana?

O forse preferiamo che lo faccia solo la stampa estera? 

Giuliana Quattromini

Girotondi di Napoli