PROGETTO
“BOSCO SACRO” L’esposizione è composta da 9 a 12 sculture di castagno la cui vita si è sviluppata nei boschi per 350/400 anni, svolgendo così la sua naturale esistenza. Da alcuni anni, in seguito al nostro incontro, hanno iniziato un secondo ciclo di vita. Dal momento che li ho visti sdraiati al bordo di una stradina sterrata, nonostante l’aspetto dimesso ed emaciato dovuto all’abbandono, provai una ferma determinazione di voler vivere con loro… e dopo varie e svariate peripezie così fu!!!! Se oggi possono comunicare ad altri, anche in minima parte, ciò che hanno trasmesso a me sono certa che il mio lavoro assume un significato più chiaro e concreto. L’esposizione prevede l’installazione delle sculture in luogo adeguato con un illuminazione studiata appositamente e con un intervento musicale arricchito da una performance sulla ritualità del Bosco Sacro. Alcuni temi
trattati sono: Il Tempio, le Scale della Liberazione, I materiali usati a parte i castagni sono: terra, sabbia, tela, corda, cristallo e specchio. Il “Bosco Sacro” è soprattutto un omaggio alla Natura ed un ringraziamento a Dio stesso per avermi dato l’opportunità di esserne l’esecutrice. Le piante sulla terra sono state una delle prime forme di vita e fin dalle origini il destino dell’uomo è stato associato a quello degli alberi. Jacques Brosse Show e Henri Bergson hanno dimostrato l’esistenza nelle piante di una sensibilità che accompagna anche un certo potere di memorizzazione e ciò sembra una forma molto elementare di “psichismo” e induce il fisiologo a postulare l’esistenza dell’equivalente di un “meccanismo nervoso” nei vegetali. Che le piante siano dotate di una certa forma di memoria è materializzata in maniera concreta negli strati concentrici di crescita che permettono di conoscere non solo l’età ma le sue reazioni differenziate dalle condizioni climatiche che si trovano così registrate da lui ed in lui anno per anno. La mentalità tradizionale ha dotato gli alberi, come tutti gli esseri viventi, di un’anima che in certe occasioni poteva anche manifestarsi. Tutti gli alberi ne possiedono una, ma certi sono considerati “sacri” nel senso che sono abitati non da esseri anonimi ma da “divinità”. Come riconoscerli? Le tradizioni riportano che erano sempre riconoscibili dopo una rivelazione od un sogno o anche un’apparizione o attraverso certi segni come una taglia eccezionale o qualche singolarità morfologica. I mongoli rappresentano “La Montagna Cosmica” come una piramide a quattro facce dalla cui cima s’eleva l’”Albero Cosmico” di cui gli Dei si servono per attaccare i loro cavalli. In Siberia l’”Albero” si eleva dall’ombelico d’oro della terra. La corona dell’ albero spande un liquido divino giallo che se viene bevuto non fa più sentire né fame né sete e la fatica scompare. Anche Odino quando vuole sapere il segreto del mondo va a trovare” Yggdrasill” ed ai suoi piedi gli sono rivelate le “Rune”. Altre leggende legano gli sciamani all’”Albero Primordiale”:l’Albero yjyk Mar che privo di rami arriva fino al nono cielo e le anime degli sciamani abitano nei nodi del legno. Quando sogni iniziatici svelano allo sciamano la sua vocazione gli succede di incontrare l’”Albero che dona la vita a tutti gli uomini”. Il legame dello sciamano all’albero è la musica. Anche nell’Asia del nord spesso l’”Albero Cosmico” è un “Sapin” ed ha un rituale di iniziazione. I lapponi hanno un “Albero al contrario” e così gli aborigeni d’Australia ed è il simbolo della reciprocità ciclica che fa della creazione una discesa e della redenzione un’ascesa. L’”Albero della Vita” va dall’ alto al basso, è il sole che illumina tutto. L’”Albero della Vita” è analogo all’Assoluto, all’Universo e all’Uomo. È un’immagine della Creazione. La forma del “ Menorah”(candeliere a sette braccia) di cui Dio diede il modello a Mosè riproduce la forma dell’”Albero della Vita” in Mesopotamia ed i sette bracci corrispondono ai sette corpi planetari e quanto alle sette luci corrispondono i sette occhi del Signore. Per i Cretesi Zeus nasce e muore ogni anno poiché è il dio della vegetazione. E’ in un “Bosco Sacro” che Budda si è incarnato ed è in un “Bosco Sacro” che ha lasciato il suo corpo. In India tutti i luoghi santi comportano un “Albero Cosmico” , una pietra, riduzione della “Montagna Sacra” , centro dell’Universo, ed un punto d’acqua (se possibile sorgente). Nei testi Bramitici arrampicarsi su di un “Albero” è diventato un’immagine frequente dell’ascensione spirituale. Comunque venga rappresentato l”Albero o il Bosco Sacro” le varie culture convergono a dargli un senso primario da cui fluisce la vita ed è l’espressione più pura e naturale dello “Spirito Universale”. (mythologie des arbres) Progetto il”Bosco Sacro” Questo progetto vuol essere un invito a tutti noi, per una sincera riflessione interiore. Nel mondo odierno in cui veniamo bombardati da mille informazioni vere e false, veniamo condizionati a fini puramente materialistici, veniamo confusi affinché si rientri in piani prestabiliti, l’attenta riflessione all’interno di noi è un semplice mezzo che tutti abbiamo a disposizione per poter scoprire meglio la verità che ci è più consona e per vedere dietro al comodo velo del qualunquismo. Se ognuno di noi approcia seriamente il proprio intimo può trovare il discernimento utile a capire meglio se stesso e gli altri. Perciò se l’animo si distoglie dalle cose umane e si volge alle piante, agli animali ed ai minerali, non è affatto un errore, come a volte si sente dire. Quell’atto può essere il segno di un puro sforzo di autoconservazione, il desiderio di prendere parte a un’esistenza superiore. Quando tutto è silenzio le cose cominciano a parlare; pietre animali e piante diventano fratelli e sorelle e comunicano ciò che è nascosto. (Ernst Junger) C’è un vivere ordinario e c’è un vivere straordinario. In genere, chi aspira ad un vivere straordinario, trova mille difficoltà nell’affrontare il mondo. Si ritrova ad essere solo nelle sue scelte, etichettato come diverso. Il bosco può essere utilizzato come una perfetta metafora del nostro modo di stare al mondo; per la sua oscurità e per le sue profonde radici, è il simbolo dell’inconscio. Nella mitologia greca e romana, è ritenuto un luogo sacro. Chi è appena entrato è in genere spaventato e vorrebbe tornare indietro, rinunciare, riconciliarsi con quel mondo passato che gli sembrava potesse controllare, gestire a proprio piacimento. Nel bosco c’è la vita, quella autentica, intensa, significativa. Per entrare nel bosco bisogna sapere assumersi per intero le responsabilità delle proprie azioni. Ognuno di noi ha il suo bosco, ognuno di noi si trova di fronte ad esso e ha la possibilità di entrarvi, deve solo trovare il coraggio di muovere i primi passi. Il bosco è oscuro, pieno di trame apparentemente incomprensibili, di difficoltà….. (Aldo Carotenuto) L’associazione simbolica tra l’immagine del bosco e la figura del tempio dell’edificio sacro in genere (chiesa, cattedrale, moschea o basilica) costituisce un accostamento ricorrente: compare di frequente nella letteratura. In realtà il bosco costituisce l’archetipo naturale dell’edificio sacro, e non la sua imitazione Eliminando la vegetazione resterebbero soltanto carcami architettonici senza significato: distruggere la parete boschiva e lasciare le nude rovine equivarrebbe ad eliminare l’aura di sacralità che le circonda .Il tempio boschivo è frutto di lavorio di secoli, che l’uomo deve rispettare. (Elisa Merlo) ----------------------------
Elena Trissino dal Vello D’Oro is a native of the
city of in the
field of photography. After
having travelled extensively to different countries around
the world, where she conducted musical as well as visual
research, she has founded together with Gabin Dabirè, a center
of divulgation of African culture and they have
since successfully produced a variety of shows with the collaboration
of the city and numerous local Institutions. Her
artistic curriculum includes performance art pieces as well as
painting, sculpture and more recently, functional art such as
candles and other home furnishings. Her
choice of materials comes directly from nature such as earth,
sand, marble or other mineral powders, wood, stone, iron and
various metals for sculptures. She is
currently living and working in
Elena Trissino dal Vello d’Oro è nata a Milano dove
per
anni ha
lavorato soprattutto nel campo fotografico. In diversi
paesi ha fatto viaggi di studio e ricerca musicale e visiva.
Insieme a Gabin Dabire ha fondato , sempre a Milano, un
Centro per la divulgazione delle culture Africane, organizzando
perciò con il Comune ed altri Enti diverse
manifestazioni come concerti, mostre d’arte,
seminari…. Il suo
percorso artistico si articola tra performances varie, pittura
e scultura, usando materiali prevalentemente naturali
come:terra (quella di campo) sabbia, polvere di marmo, od altri
minerali e poi legno, pietra, ferro, bronzo, metalli
vari per le sculture. Inoltre crea anche candele particolari
e arredi d’arte. Attualmente
vive e lavora in Toscana
MOSTRE PERSONALI: 1975 Milano “Centro Culturale
Cesare Correnti” Proiezione audiovisivi 1980 Milano Galleria OUT 0FF
Performances Varie e mostre fotografiche 1980 Milano “Centro
promozione e diffusione cultura” mostra di quadri
“Terre ed altro” 1988 Bologna sede “Il Resto
del Carlino” mostra “Le mie terre” 1988 Castello di Vertine mostra
“Terra” 1994 Montevarchi Studio
Architettura “Esperia” mostra “Step by
step” 1998 Pontassieve (Fi) Casa
Editrice Morgana mostra” il sale della terra” 1999 Castello di Vertine mostra
“Terra” 1999 Bar “Le Sibille”
Loc. Levane (Montevarchi-Ar) creazione del banco
vendita più arredi in ferro battuto
2000 C.C Art Gallery Montecarlo
mostra “Punti d’energia” 2001 3/6/ Siena Cortile del
Podestà :Manifestazione CIAI per l’infanzia.
Installazione sculture con illuminazione di candele. 2002 25/6 Gaiole in Chianti
Inaugurazione Cantina Badia di Coltibuono.
Installazione 45 spirali in ferro e illuminazione
con candele. 2002 Settembre /Esposizione
d’arte durante Festa annuale del Castello di Vertine 2003 Installazione “Una
Stella per tutti” durante “Incontro di
fine estate” Castello
di Vertine Settembre 2004 Assisi United
Artist for Peace Mostra: “Africamente”
Settembre
2006 Siena Museo Civico
“Magazzini del sale” 23 Giugno 30 Luglio 2006 Galleria Lilith Dippodiswalde
( MOSTRE COLLETTIVE: 1988 “Centro per l’Arte” 1989 San Sano (Si) “La rana d’oro” 1990 Gaiole in Chianti “Estemporanea
d’arte” 1992 Castello di Meleto (Si)
“Mostra d’arte” 1997 Festival Internazionale per 1998 Monti in Chianti (Si) Podere
Fangacci “Sette donne in mostra” 1998 Comune di Firenze Sala
Brunelleschi 1999 Radicondoli Mostra
Internazionale d’arte e scultura 1999 San Gusme (Si) “Esposizione
d’Arte” 1999 Principato di
Monaco “Art and Business” esposizione quadri e
ferri battuti 2004 Siena Aloe&Wolf
Gallery presentazione “Promenade” 2005 Castello di
Rivara (TO) 19-22 Maggio Blog on Arthur Rimbaud. 2005 Gavignano (FI)
4-5 Giugno .Officine C.R.O.M.A presenta: Il suono
percorribile della visione 2005 (Firenze ) 8/9
Ott. Associazione x l’Arte Contemporanea - Giardino
del Drago
-HABITAT -AUTUNNO 2006 Sant’Agata
Dè Goti -AD HOC- 1/16 Luglio 2007 Concorso MUNIX-WEB-ART
Comune di Roma PERFOPMANCES: 1981 Santarcangelo di Romagna.
Performance musicale e proiezione audiovisivi 1982 Milano Galleria “OUT 0FF”
performance musicale 1995 Loro Ciuffenna (Ar) Performance
musicale 2000 Organizzazione Manifestazione
Festa Annuale Del Castello di Vertine con
musica - arte visiva- performances varie 2001 Organizzazione Manifestazione Festa
Annuale del Castello di Vertine con
Musica- arte visiva. Performances varie 2002 Organizzazione Manifestazione Festa
Annuale del Castello di Vertine con
musica- arte visiva- performances varie 2003 Organizzazione “incontro
di fine estate” con l’artista Remo Salvadori 2004 Organizzazione Manifestazione
Festa Annuale del Castello di Vertine con
Musica- arte visiva- performances varie |